Mio nonno era analfabeta e per questa ragione passò la vita a zappare la terra
e a fare guerre. Alla fine forse amava zappare ma non amò mai il fucile.
Lavorava a mezzadria per sfamare la famiglia e il prete. Costui era un gran
patriota: quando l'Italia era in pericolo mandava i suoi contadini a scannarne
altri.
Fu così che si ritrovò in Libia a sparare ai turchi. Lo
provarono per l'artiglieria. - Spara là .- gli dissero e lui sparò un paio di
colpi da un'altra parte.
Si ritrovò in sella a un cavallo.
Si fece anche la grande guerra e fu ferito.
La guerra finì. i nemici divennero amici, le ragioni della guerra furono
dimenticate ma lui continuò a zoppicare.
Non aveva soldi ma gli mandarono medaglie.
In una c'è scritto: Guerra Italo-Turca 1911-12 e sul davanti campeggia
l'effige del Re.
In un'altra: Coniata nel bronzo nemico; c'è ancora l'effige del Re,
stavolta con una specie di vaso da notte in testa.
In una, mente manicomiale ha scritto: Spezzato l'iniquo confine, infranto due
volte l'orgoglio nemico, pugnò fieramente per dare alla Patria i suoi termini
sacri. Trentino MCMXV-MCMXVIII.
Non bastasse si fece anche tutto il fascismo.
Raggiunto un minimo tenore di vita, morì.