Mario Leoncini

Via XXIV Maggio, 25 - 53100 Siena

leoncini@tele2.it

 

 




Luigi Leoncini

(1893-1973)

Mio nonno era analfabeta e per questa ragione passò la vita a zappare la terra e a fare guerre. Alla fine forse amava zappare ma non amò mai il fucile.
Lavorava a mezzadria per sfamare la famiglia e il prete. Costui era un gran patriota: quando l'Italia era in pericolo mandava i suoi contadini a scannarne altri.
Fu così che si ritrovò in Libia a sparare ai turchi.
Lo provarono per l'artiglieria. - Spara là .- gli dissero e lui sparò un paio di colpi da un'altra parte.
Si ritrovò in sella a un cavallo.
Si fece anche la grande guerra e fu ferito.
La guerra finì. i nemici divennero amici, le ragioni della guerra furono dimenticate ma lui continuò a zoppicare.
Non aveva soldi ma gli mandarono medaglie.
In una c'è scritto: Guerra Italo-Turca 1911-12 e sul davanti campeggia l'effige del Re.
In un'altra: Coniata nel bronzo nemico; c'è ancora l'effige del Re, stavolta con una specie di vaso da notte in testa.
In una, mente manicomiale ha scritto: Spezzato l'iniquo confine, infranto due volte l'orgoglio nemico, pugnò fieramente per dare alla Patria i suoi termini sacri. Trentino MCMXV-MCMXVIII.
Non bastasse si fece anche tutto il fascismo.
Raggiunto un minimo tenore di vita, morì.


 

 

Mario Leoncini

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