Stecco
era un gatto rosso. Aveva il posto di osservazione su un albero. Con la sua
pelliccia intendevo farmi un bel cappellino che immaginavo caldo; per questo gli
ripetevo di curare il pellicciotto. Ci sono gatti furbi, aggressivi, permalosi,
intelligenti, stupidi; Stecco era buono.
Un giorno lo trovai sul letto col muso rivolto al muro: era malato.
Il veterinario quando lo vide disse: - I gatti rossi sono i più intelligenti.
La moglie, qualche minuto dopo: - E' intelligente perché è un gatto rosso.
Lo curai a penicellina, ma si vedeva che stava male.
Un giorno era accucciato accanto a me in giardino, stanchissimo e con gli occhi
socchiusi. Un grosso cane si avvicinò e lo annusò, muso contro muso. Stecco
sollevò con fatica una palpebra e con una energia che non pensavo avesse balzò
come un fulmine sull'albero preferito. Rimanemmo tutti senza fiato, cane
compreso.
Un altro veterinario diagnosticò un tumore all'intestino.
Morì la mattina successiva all'operazione. Quando il veterinario aprì lo
studio Stecco era morto da poco, aveva il corpicino ancora caldo.
Non ho mai avuto un cappellino con pelle di gatto.